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Pirlo nuovo CT: ormai il calcio non ha più regole

Daniele Giani
-
25/07/2026

Giovanni Malagò, Paolo Maldini, Leonardo (Nascimento de Araujo): è il triumvirato che la Federazione Italiana Gioco Calcio ha scelto per la rifondazione. Per cercare di cancellare, o quantomeno di nascondere, i disastri che la Nazionale ha provocato negli ultimi 12 anni, quelli che hanno visto l’Italia esclusa dalla fase finale dei Campionati Mondiali. Tre personaggi con un passato sportivo di tutto rispetto, diciamo pure di primissima qualità, a cominciare dal neo presidente della Figc.

Giovanni Malagò viene considerato, legittimamente, tra i migliori dirigenti sportivi che l’Italia abbia mai avuto. Scorrere il suo curriculum significa annotare una serie di inequivocabili performance: nei tre mandati che lo hanno visto al vertice del CONI le prestazioni delle formazioni tricolori sono state straordinarie; dalle 40 medaglie conquistate in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, nel 2020, fino alle vittorie senza fine nell’edizione invernale dei Giochi, a Milano-Cortina. Davvero, un medagliere di prim’ordine. Malagò, ci teniamo a sottolinearlo, è uno dei nostri: non ha mai nascosto la sua fede romanista, ereditata da papà Vincenzo, che negli anni d’oro di inizio Ottanta era accanto a Dino Viola con il ruolo di vicepresidente.

Giovanni è stato più volte accostato alla Roma, potenziale candidato alla presidenza stessa, specie nell’epoca della fallimentare gestione degli americani (DiBenedetto, Pallotta). Singolare il fatto che sia nato il 13 marzo (del 1959), lo stesso giorno in cui festeggiano Giancarlo Picchio De Sisti, Bruno Conti e Sebino Nela. Potremmo accennare al suo passato di prim’attore nel calcio a 5, alla decennale presidenza del Circolo Canottieri Aniene, ma ci fermiamo al 22 giugno di quest’anno, quando è stato eletto presidente della Figc.

La prima mossa è stata quella di chiamare al suo fianco Paolo Maldini e Leonardo. L’ex calciatore ha un curriculum degno del presidente: a giugno ha compiuto 58 anni e va fiero del medagliere personale: 7 scudetti, 5 Coppa dei Campioni, 2 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa del Mondo Fifa, una Coppa Italia, 5 Supercoppa. Sempre con la maglia del Milan, indossata ininterrottamente dal 1984 al 2009. Quarto di 6 figli, ha avuto modo di farsi apprezzare anche come dirigente, con il sigillo dello scudetto rossonero conquistato con Pioli in panchina.

Il triumvirato si completa con Leonardo, che ha un anno meno di Maldini e dieci in meno rispetto a Malagò. Anche lui, brasiliano, ha attraversato diversi mari  ed è sempre riuscito ad approdare in posti sicuri, prima come giocatore (al Milan, insieme a Maldini, dal 1997 al 2001), poi come dirigente (sempre in rossonero, con intervalli di alto profilo al Paris St Germain). L’11 luglio, la Federcalcio lo ha nominato advisor di Maldini, sarà un consulente. Fermiamoci qui, tralasciando gli intervalli che lo hanno visto commentatore televisivo.

Entriamo nel merito di questo ambaradan focalizzando il pensiero sulla prima opzione dei ribattezzati “magnifici tre”: la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Pane al pane, vino al vino, dicevano i nostri antenati e noi vogliamo tener fede a questa espressione, rivelando un totale scetticismo sulla trattativa con Pep Guardiola. Che lo spagnolo decidesse di non accettare questa proposta era chiara, scontata, ma noi che siamo fin troppo diffidenti pensiamo che il buon Pep si sia prestato a fornire una sorta di alibi a Maldini e Leonardo. Oltre ovviamente a Malagò. Non abbiamo alcun elemento per supportare questo pensiero, quindi si può far finta che si tratti di una fantasia. Stesso discorso, manco aal  dirlo, per Ancelotti, menzionato come secondo contatto.

Ma arriviamo al clou, che ha un punto di riferimento e un nome: Andrea Pirlo. Fu uno dei primi nomi fatti, insieme a quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini, come potenziale Commissario Tecnico. Ci fu una sorta di polverone a commento delle voci, che si può riassumere con “ma stiamo scherzando?”. Arrivati alla mèta, cioè alla scelta definitiva, possiamo dire: no, non stavano scherzando. Purtroppo.

Il blitz su Guardiola: una farsa?

Chiariamo subito che non conosciamo Andrea Pirlo e che il giudizio negativo è dettato unicamente dal suo curriculum di allenatore, dopo aver raccolto consensi e successi come calciatore. Scorriamo insieme il pagellone: nel 2020 inizia con la Juventus Under 23, e si ritrova nel giro di poche settimane al timone dei bianconeri, in seguito al licenziamento di Sarri. Con lui al timone, la Juventus dopo 9 anni consecutivi non riesce a conquistare l’ennesimo scudetto. La conferma della stagione successiva dura la miseria di tre giornate, quindi l’esonero. Un periodo di inattività viene interrotto dall’ingaggio da parte di un club turco, il Fatih Karagumbua; a tre giornate dalla fine del campionato Andrea molla. La stagione 2023-24 lo vede sulla panchina della Sampdoria, chiamato a guidare i blucerchiati per il ritorno in serie A: obiettivo fallito. La squadra viene eliminata dal Palermo ai play off. Il fundo non è dulcis, anche se si può parlare di una promozione sul campo. La ottiene con lo United Fc, squadra di Dubai (!) che milita in seconda divisione.

Tutto qui. Non si sa come, né perché, ma Andrea Pirlo ottiene la gratificazione azzurra: sarà lui il nuovo CT, preferito a chi ha rinunciato (Guardiola, Ancelotti) e a chi aveva un curriculum decisamente più gratificante. Si tratta di una scommessa? Probabile, ma ci chiediamo se la Federcalcio ha ancora la possibilità di scommettere su qualcosa. Per favore non scherziamo, si è detto (e ripetuto) qualche settimana fa. Malagò, Maldini e Leonardo hanno deciso di farlo. La speranza è che lo scherzo non ci porti ad un altro disastro. A Pirlo, a prescindere, auguriamo buon lavoro: è come se avesse vinto al Superenalotto, ne faccia tesoro. Difficile evitare l’accostamento, ma con la scelta di Gattuso, operata qualche mese fa, si commise lo stesso errore. Anche Gravina volle “scherzare” e sappiamo tutti com’è andata a finire.

La Germania ha scelto il top: Klopp

PS: in contemporanea con la scelta della Federazione italiana, c'è stata quella della Federazione tedesca, delusa dall'eliminazione subita ai Mondiali (cui aveva partecipato...). Sulla panchina siederà Jurgen Klopp, il cui curriculum è leggermente diverso da quello di Pirlo, visto che con il Borussia Dortmund ha vinto 2 campionati di Bundesliga, una Coppa di Germania e 2 Supercoppe. Quindi a Liverpool, per conquistare il titolo di Premier league, la Champions League, la Coppa d'Inghilterra, la Supercoppa Uefa e la Coppa del Mondo Fifa.

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