C’era molta curiosità, per un miliardo e mezzo di motivi, legata alla prima conferenza stampa stagionale di Gian Piero Gasperini. Eccolo, adesso si farà sentire come al suo solito per un mercato fermo o al rallentatore: questo il motivetto più gettonato della vigilia. È andata esattamente così? Non proprio. A modo suo, non ha fatto zero a zero ma non ha fatto neppure i fuochi d'artificio. Gasp, paradossalmente, ha parlato più da dirigente che da allenatore, mostrando un'abilità carica di esperienza per aggirare gli ostacoli dell'attualità.
Andamento lento
Non si è tirato indietro, però, quando ha usato la metafora dei motori per tirare in ballo una Roma diesel, una Roma che sul mercato fa fatica a muoversi lungo un percorso celere, rapido. E questa, di fatto, è la foto della Roma di oggi: una squadra che si muove (molto) lentamente e che ha bisogno di una rapida e robusta inversione di marcia.
PS: Gasp ha ribadito che si aspetta due attaccanti esterni, un vice Celik e poi che gli serve Pellegrini. I Friedkin avranno capito?



Parliamo di mercato, anche di quelli passati. Mi viene in mente, Gasperino er carbonaro, quando crede di essere il marchese del Grillo e parla con il suo amministratore:" ma è possibile che tutto quello che vendiamo, lo vendiamo alla metà di quanto vale,entre quello che compriamo, lo paghiamo il doppio". Non faccio l'elenco dei vari soldi buttati, per giocatori improponibili, ma parlo dei giovani lanciati dalla Roma. Andiamo indietro nel tempo, parlando di Frattesi, poi passiamo a Calafiori, infine a Bove ( ovviamente al netto di quello che gli è successo). Quanto ha incassato la Roma per la vendita dei tre ragazzi? Poi lo scorso anno, il Parma, vende un suo giovane, in premier ed incassa circa 35 milioni. Qualcosa non quadra.