Troppo grande. Certo, ma anche ingombrante. È difficile, forse impossibile cercare di mettere a fuoco la figura di Francesco Totti, perché non ci sono da raccontare soltanto le quasi 900 partite disputate, gli oltre 300 gol segnati nelle varie manifestazioni, i titoli e i trofei conquistati con l’unica maglia indossata per quasi 20 anni.
Il debutto del 28 marzo del 1993
Francesco Totti va oltre tutto e tutti e allora devi ricorrere ai frammenti personali, a cominciare da quello datato 28 marzo del 1993; è il giorno in cui Francesco debuttò in serie A, subentrando a Rizzitelli nei tre minuti finali della partita che vedeva i giallorossi impegnati (e vittoriosi) a Brescia.

Per il ragazzino (aveva poco più di 16 anni) quei 180 secondi rappresentano una sorta di cimelio, di ricordo indimenticabile. Altra data importante, quella del 4 settembre dell’anno successivo, quando all’Olimpico segnò il suo primo gol in serie A, contro il Foggia allenato da Enrico Catuzzi.
Gildo Giannini e la la maglia biancoceleste mancata
All’epoca di lui si conoscevano pochi dettagli: era cresciuto nella Fortitudo, per passare prima alla Smit di Trastevere e poi alla Lodigiani, ed ecco il secondo flash: bisognerà ringraziare vita natural durante il compianto Gildo Giannini, papà del ‘Principe’ Giuseppe, che in qualità di responsabile del settore giovanile giallorosso impedì a Francesco di indossare la maglia biancoceleste.
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