Poker, ancora. Ma stavolta sembra speciale, storico. Il 15 ottobre dell'anno 2000, alla seconda giornata di campionato (come oggi), la Roma affronta la trasferta di Lecce (come oggi); sarà goleada (4-0 come oggi); ci sarà una doppietta (di Batistuta) come oggi. Quante coincidenze. Dovremmo aggiungere che quella fu la stagione del terzo scudetto, ma facciamo finta che il precedente sia del tutto casuale. Gasperini direbbe che alla fine del campionato mancano ancora 36 giornate e come potremmo dargli torto? Dalla Fiorentina al Lecce, è una Roma da mille e una notte. Godiamocela, in attesa che si alza l'asticella degli avversari: sabato prossimo all'Olimpico sarà di scena l'Atalanta, sarà un esame diverso, ma otto gol in 180 minuti autorizzano, se non una festa, qualche giornata serena.

Diavolo di un Gasperini… Non c’è settimana che non lo abbiamo visto e soprattutto sentito battere cassa, reclamare il difensore o l’esterno, l’attaccante col destro che gioca a sinistra e viceversa, e poi alla prima trasferta di campionato che fa: porta tutti i nuovi acquisti in panchina. Li vuole accanto a sé e in campo va la “vecchia” Roma, con la conferma di Emanuele Lulli, il ragazzetto che ha strappato applausi e consensi contro la Fiorentina e Soulé, che vive il momento all'insegna della cessione, al posto di Rodrigo Mora. Se salti l’undici titolare e guardi la panca ecco che escono i nomi di Castro, Koulierakis, Mora, Molina, Balerdi e perfino il pupillo de Roon. A costringere il tecnico a modificare l'assetto iniziale ha pensato il leggero infortunio subito da N'Dicka in fase di riscaldamento: fuori dall'undici già annunciato, per dare spazio a Ghilardi.

I nuovi arrivati spettatori, costretti all'applauso per i compagni che in campo sembrano proseguire la passerella proposta contro la Fiorentina: nel primo tempo arrivano, oltre ai tre gol, un gioco sicuro, dominato, spettacolare. E' vero che il Lecce favorisce la prima rete (erroraccio di Gasper), ma è altrettanto vero che le scorribande di Malen fanno soffrire i tifosi pugliesi. L'olandese continua a macinare record e va a segno dopo 4 minuti, sfruttando il già citato svarione difensivo; poi replica al 23' con uno 'scavetto' meraviglioso, su assist corto di Wesley. Subito dopo tocca a Soulè, pronto a ribadire in gol una respinta di falcone sul tiro precedente. Il tutto condensato in meno di mezzora, e altrettante occasioni fallite dagli stessi goleador romanisti. Un solo neo in 45' perfetti, la sciocchezza di Wesley che lancia il contropiede lecce, per fortuna c'è Svilar che rimedia opponendosi a Geubbels, arrivato dalle sue parti solitario.
Nella ripresa la musica non cambia più di tanto, anche se la Roma sembra concedere un minimo di spazio in più alla manovra in controtempo del Lecce. Ci vuole uno spavento che puntuale arriva al 61': c'è un ping-pong in zona Svilar, dopo un calcio d'angolo. Rimedia Hermoso dopo che la palla aveva colpito il palo. Sono appena entrati Molina per Wesley (l'unico poco convincente) e Soulé per Kone (bravissimo). Sessanta secondi e Mora festeggia il primo gol in giallorosso: c'è un assist da centro area di Mancini (!) e il giovane Rodrigo fa poker con tocco semplice. Due minuti prima aveva visto il suo idolo, Paulo Dybala, fallire il più facile dei gol: porta sguarnita, tiro ravvicinato, in tribuna. Da non credere...

LECCE-ROMA 0-4
Reti: 4' e 23' Malen, 25' Soulé, 64' Mora
Lecce: Falcone, Veiga, Siebert, Gaspar, Tiago Gabriel (46′ N’Dri), Ndaba, Coulibaly, Ngom (72′ Ilic), Gorter (46′ Maleh), Pierotti (72′ Fatah), Geubbels (54′ Stulic). A disposizione: Bleve, Penev, Dembélé, Fofana, Berisha, Gandelmann, Esteban, Gallo, Scott, Laerke. All. Di Francesco.
Roma: Svilar; Mancini, Ghilardi, Hermoso; Lulli, Koné (66' Pisilli), Cristante, Wesley (60' Molina); Soulé (60' Mora), Dybala (83' de Roon); Malen (66' Castro). A disposizione: Gollini, De Marzi, Koulierakis, Balerdi. All. Gasperini
Arbitro: Chiffi di Padova
Le FOTO sono di GINO MANCINI


