“Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”. Per mesi sembrava davvero arrivata ai titoli di coda la storia tra Lorenzo Pellegrini e la Roma. Un rapporto lungo, intenso, pieno di momenti altissimi ma anche di stagioni complicate, infortuni e un legame con parte della piazza diventato sempre più difficile. Poi è arrivato Gian Piero Gasperini. E la storia ha cambiato ancora una volta direzione.
Fermo dal 10 aprile

Nelle ultime due gare contro Torino e Inter Pellegrini è tornato tra i convocati, ma Gasperini non ha voluto affrettare i tempi. Ora la maxi sosta offre l’occasione perfetta per completare il lavoro. “La lunga sosta sarà un’occasione per fare qualcosa in più”, aveva spiegato il tecnico alla vigilia dell’Inter. E proprio questo sta facendo il numero 7 a Trigoria. Il rodaggio con il gruppo è ormai alle spalle. In queste settimane Pellegrini aumenterà ulteriormente i carichi e, se verranno organizzate le amichevoli ipotizzate dallo staff, potrà finalmente accumulare quei minuti che nessun allenamento può davvero sostituire.
Ma il punto non è soltanto fisico. Pellegrini può risolvere anche un problema tattico che la Roma si porta dietro dall’estate. Gasperini aveva chiesto un giocatore offensivo capace di partire da sinistra e muoversi dentro il campo. Quel grande colpo di mercato non è arrivato. E così, nel nuovo assetto, Pellegrini può diventare una soluzione naturale per quella zona insieme a Rodrigo Mora, permettendo contemporaneamente a Matias Soulé di tornare più stabilmente sul centrodestra, dove può alternarsi con Paulo Dybala.
Le strategie di Gasperini

C’è poi un’altra possibilità. Quando affronta squadre schierate con la difesa a quattro, Gasperini tende spesso a utilizzare un trequartista centrale alle spalle delle due punte. Una posizione nella quale Pellegrini può ritrovare libertà di inserimento, capacità di ultimo passaggio e soprattutto quella vicinanza alla porta che negli anni migliori gli ha permesso di incidere anche in zona gol. Non a caso, nella passata stagione, proprio Gasperini lo rilanciò in quella zona contro la Lazio, in una partita nella quale Pellegrini rispose con il gol decisivo e una delle sue migliori prestazioni dell’ultimo periodo.
La concorrenza non manca. Mora rappresenta il futuro e deve ancora completare il proprio inserimento. Soulé ha qualità e continuità. Dybala resta fuori categoria quando sta bene. Ma Pellegrini porta qualcosa di diverso: esperienza, conoscenza dell’ambiente, capacità di giocare tra le linee e una produzione offensiva che, anche in una stagione complicata, lo aveva portato a chiudere con 7 gol in tutte le competizioni.
Gasperini non ha insistito per tenerlo a Roma per nostalgia. Lo ha fatto perché pensa che possa ancora essergli utile. Adesso tocca a Pellegrini dimostrarlo sul campo. La sua seconda occasione è cominciata con una firma. Quella vera, però, arriverà quando tornerà a giocare. E Como potrebbe essere il primo capitolo della nuova storia. (Il Romanista, Il Tempo)


