Santiago Castro è un ragazzo felice. A 21 anni dice che la Roma rappresenta un punto di arrivo, che ha fortemente voluto venire nella Capitale, soprattutto che è sicuro di poter affrontare una stagione ricca di risultati positivi. Si è confessato al Corriere dello Sport e alla domanda se la Roma può puntare allo scudetto ha risposto senza esitare: "Certo, ho visto il valore di questo gruppo e possiamo giocarcela con tutti. Perché abbiamo giocatori forti in tutti i reparti e Gasperini è uno dei migliori allenatori d'Italia. Siamo al livello per competere per lo scudetto e per la Coppa Italia. E vogliamo fare bene in Champions. Se sei alla Roma devi ambire a vincere tutto".
La squadra parla argentino

Sognava di poter giocare insieme a Dybala e non vedeva l’ora di riabbracciare Soulé, al quale è legato da un’amicizia sincera (i due hanno trascorso insieme le vacanze). Il legame con li argentini è evidente: "Inevitabile. Con Soulé ci conosciamo da undici anni, giocavamo insieme nel Velez e adesso è incredibile ritrovarci qui insieme, da uomini e non più da bambini che rincorrevano un pallone sognando l'Europa. Io, lui e Paulo siamo un bel gruppo e c'è anche Hermoso, che ha la grinta di un colombiano, non di uno spagnolo…".
Nessuna rivalità con Malen

Santiago è sbrigativo anche nel dialogare e se si tira in ballo la possibilità di un rischioso dualismo con Malen subito replica: “Non mi sento la riserva di Donni, assolutamente. Io e lui saremo in competizione per giocare tanto, ma soprattutto per il bene della squadra. Questa sana rivalità mi farà crescere tanto. Malen è un attaccante fortissimo, ci alterneremo, potremo anche giocare insieme. Tutti siamo importanti, il bene è la Roma".


