Il 7 giugno di (quasi) cento anni fa, in una palazzina Liberty di via Forlì, nel quartiere Nomentano, nasceva l’Associazione Sportiva Roma. Teatro dell’evento l’abitazione di Italo Foschi, che sarà il primo presidente e che il successivo 22 luglio, nella prima sede societaria di via Uffici del Vicario, al civico 35, firmerà il primo ordine del giorno del nuovo club. Cento, lunghi anni, un secondo di passione, di entusiasmo, ma soprattutto di amore.
Come lui solo Maldini
Qualcosa di più di un romanzo, con tanti, tantissimi personaggi, decine di storie, indelebili ricordi, ma forse con un solo, grandissimo “eroe”: Totti. Presidenti, dirigenti, allenatori, una grandissima famiglia che proprio in Francesco ha il simbolo, la guida, la pietra miliare e forse questo Romastory non avrebbe potuto assegnare la casella più importante a qualsiasi altro protagonista. Cosa sia stato Totti per il calcio italiano è palese, testimoniato dal campionato mondiale vinto nel 2006. Cosa sia stato Francesco per la Roma è ancora più evidente, come dimostra il curriculum fatto di numeri tanto incredibili quanto insuperabili.

Nessun calciatore al mondo è rimasto fedele ad un solo club più di quanto abbia fatto Il Capitano: 25 stagioni sempre con la stessa maglia, quella giallorossa; fece altrettanto Paolo Maldini con il Milan, ma per il club rossonero il difensore fu uno dei tanti, visti gli altrettanti corposi curriculum di Franco Baresi e Billy Costacurta. In campo europeo, tra i pochi a tener testa a Francesco fu Ryan Giggs, icona dei Ted Devils del Manchester United (24 anni).
Il debutto con Boskov
Se la Roma nasce nel 1927 e festeggerà il prossimo anno, Francesco Totti viene alla luce il 28 marzo 1993, quando Vujadin Boskov lo fa debuttare in serie A, a Brescia; lo spedisce in campo a tre minuti dalla fine, al posto di Rizzitelli. Il sipario calerà un altro 28, quello di maggio 2017: tutto l’Olimpico in lacrime al termine della sfida contro il Genoa.
Bisogna fare attenzione nello stilare il tabellino dei grandi numeri: per Il Capitano, alla fine, saranno 785 le presenze complessive (che diventano 816 conteggiando quelle delle varie Coppe europee e con la Nazionale). Dietro di lui, distanziato di oltre 150 presenze, un altro Capitano, quello del Futuro: Daniele De Rossi, 616 gettoni; menzione speciale anche per Giacomo Losi (455), Sergio Santarini (439) e Giuseppe Giannini (437). Mettere in fila gli altri numeri, quelli legati alla realizzazione, ai gol che ne hanno fatto il miglior goleador romanista, è altrettanto esaltanti: la prima rete in serie A arrivò a quasi un anno e mezzo dal debutto di Brescia: il 4 settembre 1994, pochi giorni prima del diciottesimo compleanno, contro il Foggia all’Olimpico va a segno sotto la Curva Nord. Tra i pochi traguardi sfiorati c’è quello del maggior numero di reti in serie A; nella classifica di tutti i tempi lo precede soltanto Silvio Piola, con 274 gol; Francesco arriva a 250, distanziando Gunnanr Nordahl (225) e il tandem Meazza-Altafini (216).
Contro la Lazio, il record di gol

La pagina che più esalta Il Capitano è sicuramente quella del derby: con 11 reti nelle sfide contro la Lazio, precede Dino Da Costa e Marco Delvecchio (a quota 9), dietro di loro un altro tandem, Montella-Volk (7). Considerando anche i match di coppe e Nazionale, il totale arriva a 316. Nella bacheca personale ci sono diversi trofei, conquistati con la squadra o a livello personale. Anzitutto lo scudetto della stagione 2000-01, a 25 anni non ancora compiuti (li avrebbe festeggiati il 28 settembre); le Supercoppa Italiana del 2001 e 2007; la Coppa Italia del 2006/07 e 2007-2008. A livello individuale spicca il trofeo della Scarpa d’Oro del 2006-07. Tornando ai gol, merita menzione speciale la ‘carriera’ a livello europeo: 17 le reti in Champions e i 21 quelli in Europa League (e Uefa). Non è finita perché c’è anche il titolo di miglior realizzatore anziano: esultò esattamente a 38 anni, 1 mese e 29 giorni, scavalcando ancora Ryan Giggs (37 anni, 9 mesi e 16 giorni). C'è poi la versione di Francesco in Nazionale. L’esordio avvenne il 10 ottobre 1998 (Italia-Svizzera 2-0 a Udine), dopo aver vinto l'Europeo Under 21 nel 1996. Ultimo atto il 9 luglio 2006, cioè la finale di Berlino che celebrò gli azzurri di Marcello Lippi campioni del mondo. Curiosità finale, legata al numero sulle maglie indossate: Totti iniziò nel 1993 con la 16, per passare alla 15, all’11, alla 9, alla 17, per restare fedele alla numero 10 a partire dalla stagione 1997-98, per averla vestita per la prima volta nel torneo 1994- 95.


