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AS ROMA

1927 - 2027

Primavera: un pari sofferto della Roma a Lecce

Redazione
-
04/09/2026

Con la testa, in senso stretto. È una zuccata, firmata Terlizzi, a far rialzare il capo alla Roma Primavera, giunta alla terza gara stagionale. Al Deghi Center di San Pietro in Lama, una traversa e il portiere del Lecce Penev inchiodano i ragazzi di Scala sull’1-1. Un punto raggiunto solo nel finale, non senza battagliare. Con perseveranza.

La disposizione tattica rispecchia per otto undicesimi quella vista con l'Atalanta. Però l’impostazione è diversa e lo si capisce quando la propositività del Lecce mette in seria difficoltà la Roma nella sua area di rigore, ma solo nei minuti iniziali. Lì risplende Basile: prima un’intervento rischioso ma elegante, a togliere palla a Esposito a due passi (e a rifarsi dopo un disimpegno sbagliato e quasi letale); poi il tentativo di Laerke e un’altra chiusura del 6 nel box, prima che Cama provi a sorprendere Penev sull’asse da quinto a quinto. Dietro, Terlizzi (centrale nell’impostazione) duella a più riprese con Esposito, in maniera ruvida e senza polemiche. Le occasioni restano poche: Di Pasquale ci prova due volte da fuori, in mezzo una potenziale chance per Morucci Arena al 29’, con l’11 male nei tempi del servizio al centro. Nella gestione, qualche errore di troppo da una parte e dall’altra. E la densità nell’area leccese è troppo poca per poter impensierire. L’occasione più grande, con la Roma male in uscita, arriva sui piedi di esposito al 45’: palla fuori di pochissimo col pallonetto.

Paratici la 'chiave' giusta

È Paratici, tornato da poco, la mossa di Scala per scardinare la difesa pugliese. Dentro lui, fuori Arena. Poi Arduini per Panico. Cambia l’attitudine. Il 32 recupera, guida, scarica e crea le chance fino a poco prima quasi inesistenti. Ma è Penev il protagonista: al 48’, Morucci si inventa un dribbling-e-tiro che si spegne sulla traversa, complice l’intervento del portiere; dopodiché, Terlizzi non sfrutta al massimo lo scarico della punta, mentre al 53’ il bulgaro si immola nuovamente sulla bordata di Arduini. Così, è gol mangiato, gol subito. Proprio Penev, al 56’, lancia Esposito: la difesa romanista, non schierata a dovere, se lo lascia sfuggire e lui è libero di segnare l’1-0. Un po’ a sorpresa, la Roma si ritrova a dover inseguire. E a dire la verità, le occasioni del Lecce non finiscono qui. Serve una buona guardia dietro, pure col giallo a Terlizzi, per tenere a bada gli attaccanti avversari. Sul fronte opposto, le sostituzioni (dentro Falcetta Vukoje, all’esordio) non sembrano dare lucidità: si gioca più su lanci lunghi, spesso fuori misura. Per di più, Kilvinger rischia il pasticcio al 78’, rinviando sul giocatore in pressing del Lecce e riuscendo solo successivamente a smanacciare il pallone a campanile nato dal rilancio errato.

La vivacità di Vukoje

Ma gli ultimi minuti mostrano una Roma più convinta. Falcetta e Vukoje sono i più vivaci, entrambi fermati rispettivamente da Milojevic Penev. L’italo-brasiliano non molla: al 92’ ripiega sulla destra e il suo cross morbido pesca la testa di Terlizzi in area, grintoso nel colpire e pareggiare i conti. E ci sarebbe anche la chance per farne un altro, in chiusura, con Paratici. Dall’altra parte, Kilvinger è provvidenziale in uscita su El BouradiNulla di fatto: finisce così, 1-1. «Il rammarico più grande è quel gol subito in quel momento», spiega Scala. «La voglia di vincere dopo il pari c’è stata, è un aspetto importante. Ma bisogna migliorare sulla continuità». Ora c’è la Youth League. Appuntamento a giovedì, in casa del Fenerbahce. (ilromanista.it)

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