Roberto Mancini, Claudio Ranieri: Nazionale atto II. La conferenza stampa di Commissario tecnico e Direttore Tecnico, con al centro il presidente federale Giovanni Malagò, ha dato il via al nuovo corso, dopo la fine precoce di Maldini, Leonardo e Pirlo. Una serie di domande e altrettante risposte all’insegna dell’ordinaria amministrazione, delle acque chete. Con Mancini pronto al mea culpa introduttivo. Ecco come si è sviluppata la conferenza.
L'introduzione di Malagò: "La scena deve essere tutta per Mancini e Ranieri. Conoscete la genesi della loro presenza qui, se volete posso aggiungere qualcosa ma ho già chiarito come è andata. Sono felice, sentiamo tutti il peso della responsabilità. Sono 20 anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta di un Mondiale. Entro il weekend conto di trovare una terza persona a completamento della squadra. Il calcio coinvolge tutti, sono stupefatto dall'insospettabilità di soggetti a tutti i livelli sociali e istituzionali che hanno voluto dire la loro. Siamo contenti di essere sotto questa lente di ingrandimento"-
Mancini: “Tre anni fa ho sbagliato”

Il Ct ha voluto subito prendere la parola. "Anticipo in molti chiarendo cosa è successo tre anni fa. Ci fu un problema di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati prima e meglio avremmo probabilmente risolto. Mi è dispiaciuto molto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. Per me è come aver perso l'amore della mia vita, significa che ho sbagliato e che quello che era stato fatto prima non contava nulla. Il destino mi ha dato un'altra opportunità grazie al presidente Malagò e sono qui per riportare l'Italia dove merita. A prescindere da quello che è successo nel 2023, l'obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani".
“Penso ai bambini e ai Mondiali”

Ranieri: “Per me questa non è una rivalsa. Assolutamente no, è solo il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell'accettare. Il mio obiettivo è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l'Italia al Mondiale".
Per Ranieri, tranne il blocco interista, tanti italiani faticano a imporsi nelle grandi squadre. Un esempio sono Baldanzi e Venturino nella Roma... "Una volta c'era un massimo di tre stranieri, ora le cose sono cambiate. Mi auguro che tutte le componenti lavorino in modo da permettere l'utilizzo di più italiani nei club così da far avere più scelta al commissario tecnico. Normale che poi non si possa obbligare un allenatore a far giocare questo piuttosto che quello, l'obiettivo è sempre vincere e schierare i migliori".
Il progetto di Maldini e Leonardo

“Leonardo e Maldini avevano parlato di un programma per il settore giovanile. Hai avuto modo di vederlo? Tutto ciò che c'è di buono è mio dovere studiarlo. Chiederò di visionare questo programma se disponibile. Secondo me la frase di Maldini sui 10 anni è stata mal intrepretata, lui intendeva che ci sono dei giovani da ristrutturare a livello tattico individuale. Una volta si giocava più in strada, oggi ci sono ragazzi che non dribblano più. Dobbiamo fare in modo che la libertà del ragazzo venga fatta esprimere senza pensare a diagonali e passaggi".
A Ranieri viene chiesto: ti sei pentito di non aver accettato l'Italia l'anno scorso visto come è finita la Roma? Tua moglie invece cosa dice? Da anni millanti di volerti ritirare...
"Io quando scelgo col cuore sbaglio sempre, ma non mi pento mai. Con il contratto che avevo con la Roma, non potevo assolutamente fare l'allenatore della Nazionale, ci sarebbero stati tantissimi problemi. Mia moglie stavolta è contenta, almeno le ho evitato un trasloco".
Per Mancini: ma quest'Italia attuale potrebbe vincere un Mondiale o è un discorso troppo prematuro? Cosa pensi dei tanti stranieri che ci sono in Serie A? "Quando ero ct la prima volta, molti giornalisti dicevano che eravamo la settima o l'ottava squadra in Europa. Poi siamo stati tre anni imbattuti e abbiamo vinto l'Europeo. Se l'Italia si qualificasse al Mondiale, come sarebbe normale, sarebbe sempre un'aspirante squadra alla vittoria finale, anche se non fosse tra le favorite. La percentuale degli stranieri nel nostro campionato è sempre la stessa. Sarebbe meglio se giocassero più italiani, ma il fatto che molti vadano all'estero in campionati come la Premier non è un problema".
L'aneddoto di Malagò su Donnarumma. Durante la conferenza, il presidente federale ha preso parola per rivelare un retroscena: "Ieri sera tardi, nonostante stia in luna di miele, Gigio Donnarumma mi ha scritto per ringraziarmi, dicendomi che quello che ho deciso è quello che la squadra voleva".
Per Mancini: farà altri stage come in passato con giocatori di Serie B, C o delle giovanili? "Non so se sarà possibile, dovremo sfruttare il tempo che avremo. Molti di quei ragazzi chiamati a suo tempo, si trovano ora nelle Under. Il ruolo di centravanti? Mi auguro che tutti possano segnare i gol di Immobile, che è stato un attaccante molto importante per la mia squadra e non solo. Secondo me non siamo messi così male, tra bomber ed esterni abbiamo diverse soluzioni. Tra l'altro si tratta di ragazzi giovani che possono ancora crescere. Kean l'ho fatto esordire io e lo conosco molto bene".
Per Mancini: la Nations League che vi aspetta è molto difficile. Quanto le servirà questo torneo? "Tutti i gironi della fase A sono duri. Lo saranno per noi, ma anche per i nostri avversari. Non vediamo l'ora di confrontarci con le altre squadre".
Per Ranieri: cosa si può fare per abbassare il costo del calcio di base in Italia? Ha dei consigli da dare dall'alto della sua esperienza? "Il mio obiettivo è fare in modo che molti più bambini si avvicinino al calcio, quindi rendendolo anche più accessibile. Devo capire come poter incidere, fatemi studiare le carte e vedrò se e come posso incidere sul tema. Consigli per Mancini? Quando vuole, sono a sua completa disposizione".


