Ci stiamo convincendo la rosa a disposizione di Tony D’Amico sia molto più ampia rispetto a quella, eternamente spoglia, di Gian Piero Gasperini. Eh sì, perché a giudicare dalle trattative aperte, soprattutto nelle ultime 48 ore, devono essere davvero tanti i ‘bracci destri’ del direttore sportivo, che da solo non potrebbe certo portare avanti trattative in Portogallo, in Inghilterra, in Germania, ovviamente in Italia. Noi tifosi facciamo fatica a raccapezzarci perché veniamo sballottati da una nazione all’altra, da un potenziale campioncino ad un altro, e non riusciamo mai a far tornare i conti, tra richieste di acquisto definitivo oppure quelli in prestito con o senza diritto di riscatto. E non parliamo dei bonus che ormai accompagnano qualsiasi trattative.
L'attesa per il gioiellino

Stiamo bonus, è il caso di dirlo. Dopo Santiago Castro, Konstantinos Koulierakis e Nehuel Molina, possiamo cominciare i preparativi per accogliere il gioiellino del Porto, Rodrigo Mora, anni 19? Possiamo fare altrettanto per Alessio Cacciamani, dando per scontato che Urbano Cairo prima o poi si arrenderà davanti alle allettanti proposte giallorosse? Due feste in contemporanea: troppe. Perché fuori dai cancelli di Trigoria si sono accampati Luis Henrique, brasiliano che non riesce più a guadagnare un armadietto ad Appiano Gentile; Destiny Udogie che diversi osservatori, tra cui Fabrizio Ciociaro, Alfredo Ullallà e compagnia cantando, vogliono riportare in Italia, lui che in Italia è nato, da genitori nigeriani.
E questo è solo l’antipasto. Perché c’è Endrick, il 20enne brasiliano del Real Madrid, che entra ed esce più volte al giorno dalla lista dei partenti del Real Madrid. Adesso dicono (sempre i ‘bene informati’) che Mourinho abbia deciso di trattenerlo. Un po’ come il Lipsia, che non ha mai ceduto di un centimetro sul cartellino del suo Antonio Nusa: ha alzato l’asticella dei milioni facendo ritirare qualsiasi potenziale acquirente. Roma in primis. Di euro ce ne vorrebbero parecchi anche per Gabriel Martinelli, il più anziano dei ricercati giallorossi avendo ben 25 anni; il brasiliano potrebbe lasciare l’Arsenal ma non sono le richieste del club lndinese a spaventare, bensì quelle del brasiliano che per varcare La Manica pretende almeno lo stesso trattamento economico garantito dai Goners: 11 milioni lordi a stagione.
I dollari degli arabi

Tanto per non negarci ulteriori strazi, aggiungiamo il chiacchiericcio su Malick Fofana, Ibrahim Mbaye, Jamie Bynoe-Gittens, il violaceo Niccolò Fortini. Tutto questo, ribadiamo, nelle ultime 48 ore, un marasma che magari riesce a nascondere le sofferenze di un passato non lontano, quando abbiamo cercato di sapere vita, morte e miracoli di Crysencio Summerville o Thomas Greenwood, per poi arrenderci di fonte alle proposte che arrivavano dall’Al Hilal: quanto chiedeva il West Ham alla Roma per il suo attaccante, 50 milioni di euro? Benissimo, il club arabo ne poneva 70 sul piatto. E il giocatore, soddisfatto per i 5 milioni d’ingaggio annuali? Macché: eccone 15 a stagione, con tanto di accordo triennale. E se Summerville volava in Arabia, Greenwood sceglieva la Turchia. Poveri romanisti.
Occhio a chi parte...

Consolazione assai magra, perché momentanea, per la lista dei partenti: ci hanno salutato Baldanzi, di cui è innamorato Capitan Futuro, Kumbulla, il mai ritrovato Angelino (che peccato!), il giovane Romano, l’indecifrabile Dovbyk e il nostro Stephan. Conserveremo l’urlo legato al suo cognome per il gol-Champions a Verona, nell’ultima di campionato. Quel El Shaaaaaaarawy ci resterà nel cuore. Abbiamo invece già dimenticato il “Bay” Celik, che ci ha fatto sapere che ha accolto con entusiasmo la chiamata della Juventus, dell’astuto Frederic Massara. Se lui è contento, lo siamo anche noi. Semmai cominceremo a restare in guardia per ciò che potrà accadere sul fronte delle vere cessioni, quelle che potrebbe far male: Manu Koné, Matias Soulé e forse anche N’Dicka. Vedremo. Ma, si sa, noi romanisti siamo nati per soffrire. E ci siamo riusciti benissimo.


