Massimo Margiotta racconta i primi mesi alla guida del settore giovanile della Roma e indica la missione affidatagli dal club: formare calciatori, ma soprattutto ragazzi pronti ad affrontare il mondo degli adulti. “In pratica stai crescendo dei figli che non sono tuoi, ma che devi portare nel mondo dei grandi”, ha spiegato il dirigente nell’intervista concessa ai canali ufficiali giallorossi. Un percorso nel quale il risultato conta, ma deve restare all’interno di un progetto più ampio che coinvolga scuola, famiglia e crescita fisica, mentale e psicologica.
Successore di Conti e De Rossi sr

Arrivato nella Capitale per volontà di Tony D’Amico, con cui aveva già lavorato al Verona, Margiotta ha raccolto l'eredità di Bruno Conti e Alberto De Rossi. “Sostituire due persone di questo spessore è una grossa responsabilità, però mi stimola a creare qualcosa di bello come è stato fatto in passato”. Una linea che coincide con il progetto indicato dalla società; costruire una Roma sempre più gopvane, capace di produrre talenti e ridurre la dipendenza dalle plusvalenze.
Perché Mattia Scala

La scelta di Mattia Scala per la Primavera rappresenta uno dei primi segnali della nuova filosofia: valorizzare le risorse interne non soltanto tra i calciatori, ma anche tra allenatori e professionisti. Margiotta può inoltre lavorare quotidianamente accanto a Gian Piero Gasperini, tecnico che ha trasformato lo sviluppo dei giovani in uno dei tratti distintivi della propria carriera. Gli esempi di Pisilli e Lulli, cresciuti dentro Trigoria, indicano la strada: coltivare talento, identità e appartenenza per preparare la Roma di domani.


