La Roma ha valutato la cessione di Manu Koné al Chelsea per circa 61 milioni di euro, con Jamie Bynoe-Gittens possibile contropartita in prestito. L'operazione, nata nell'ambito della possibile partenza di Enzo Fernandez, si è però arenata per il veto di Gian Piero Gasperini, deciso a trattenere il centrocampista. I Blues hanno quindi virato su Lamine Camara. Questa la trama di un film costruito in mattinata, con una sceneggiatura che ha tenuto occupati, e preoccupati, soprattutto i tifosi della Roma.
Sono state ore assolutamente frenetiche per il mercato della Roma: oltre ad andare a caccia di un esterno d'attacco, i giallorossi hanno infatti anche valutato un cambio di strategia notevole riguardo a Manu Koné. Titolarissimo e centrale fino a ieri sera quando è sceso in campo regolarmente da titolare contro il Lecce e oggetto del desiderio del Chelsea, che questa mattina - è stato raccontato - avrebbe allacciato i contatti tramite i suoi proprietari con la società capitolina per portarlo a Londra. Il tutto nonostante il messaggio lanciato da mister Gasperini, che dopo il 4-0 rifilato al Lecce aveva negato la possibilità di una cessione importante. Un veto che, a conti fatti, ha resistito. Contatti che in realtà non ci sono mai stati.
Le voci sui 61 milioni di euro

I Blues sono in contatto costante con il Manchester City per la cessione di Enzo Fernandez, un affare da quasi 150 milioni di euro. E Koné sarebbe entrato in gioco proprio come sostituto dell'argentino, con il Chelsea che qualcuno aveva visto vicinissimo a trovare un accordo con i capitolini sulla base di un'offerta da 52 milioni di sterline (circa 61 milioni di euro). Una cifra molto importante per la Roma, che avrebbe registrato anche una plusvalenza importantissima sul giocatore, puro ossigeno per la questione settlement agreement. Ma non è tutto: nel pacchetto sarebbe stato compreso infatti anche il prestito dell'esterno d'attacco Jamie Bynoe-Gittens, graditissimo a Gasperini (ma la trattativa può muoversi anche sulle sue gambe). Un'opportunità si è sbloccata contestualmente alla vicenda Koné dopo settimane di muro da parte dei Blues, che non avevano mai aperto al prestito del giocatore se non a cifre elevatissime per la Roma che a quel punto aveva virato su altri profili (Leweling e Luiz Henrique). Ma, come detto, era solo la trama di un film, e non si trattava di una pellicola dedicata ad una storia vera.
Nella trattativa anche Gittens

E allora, perché ancora non si è arrivati a una quadra? La sceneggiatura voleva Gian Piero Gasperini al centro della trama, per dar fede alle sue parole e al suo progetto tecnico, avrebeb fatto muro chiedendo a gran voce la permanenza del giocatore. C'è stato perfino chi, alimentando la fantasia, ha parlato di dimissioni minacciate. La macchina-Roma va a 100 all'ora e cambiare un pezzo del motore in questo momento per il tecnico di Grugliasco sarebbe stato delittuoso. Dunque non se ne parla. Ma, vale la pena ribadirlo, l'offerta alla Roma, impostata dalla proprietà del Chelsea con l'entourage del giocatore, di fatto non è mai arrivata. E i londinesi hanno anche fatto partire un'offerta per Lamine Camara del Monaco, rassegnandosi all'idea di dover cambiare obiettivo. Vera o presunta che sia, la amplificata furia di Gasperini è piaciuta al popolo romanista, applausi per un gol alla Malen...


