Uno step di crescita fra Prima squadra e Primavera e un modo per valorizzare i giovani e non perdere talenti. Su questo si basa l’idea dell’AS Roma di creare l’Under 23, cosa già fatta dalle big del Nord. Una squadra da inserire nel campionato di Serie C per lanciare i migliori giovani prospetti giallorossi ed evitare di perdere talenti, come troppo spesso avvenuto a Trigoria negli ultimi anni.
I rimpianti per Romano

Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari e della Nazionale e già seguito dall’Inter è solo l’ultimo di una lunghissima lista di rimpianti in casa Roma. Per motivi di mercato, i giallorossi hanno dovuto cedere il classe 2006 che si è preso la scena in Sardegna alla corte di Pisacane. Per la Roma una cessione (circa 6,5 milioni di euro bonus compresi) dovuta al Fair Play Finanziario e che ha visto così andar via da Trigoria uno dei giovani più interessanti della sua generazione. “È stata un’esigenza di plusvalenze e bilancio di cui aveva bisogno la società. Capita a volte che i gioielli migliori vadano ‘sacrificati’ in nome del bilancio. Ed è davvero un peccato” - così ha parlato Gasp. Come detto i rimpianti in casa giallorossa sono tanti da Frattesi inseguito per diverse stagioni e ora alla Lazio a Scamacca anche lui più volte cercato nelle ultime sessioni fino a Calafiori diventato un perno della Nazionale e dell’Arsenal campione d’Inghilterra.
Cercando nuovi Lulli e Pisilli

"Faremo la squadra Under 23 per lanciare nuovi giovani. Ci vogliono più Lulli e più Pisilli, dobbiamo puntare sulle giovanili. E poi ci vuole una tappa di crescita tra Primavera e prima squadra. Quindi ci serve una squadra Under 23”. Questo è stato l’annuncio di John Galantic, il nuovo ceo della Roma, durante il Festival dello Sport di Trento. Il manager nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di una seconda squadra che può essere trampolino di lancio per le giovani promesse, che spesso si perdono fra giovanili e calcio dei grandi, e serbatoio della Prima squadra da cui attingere risorse utili e non raggiungibili sul mercato. Una mossa per tutelare anche il club e non perdere giovani e avere rimpianti.
Stadio e soldi

Per la Roma Under 23 i nodi da sciogliere sono due: lo stadio e soldi. Nel primo caso infatti le opzioni in ballo sono due ovvero il Tre Fontane ma che andrebbe ristrutturato o la Stella Polare ovvero la casa dell’Ostiamare di De Rossi. Per l’aspetto finanziario, i Friedkin dovrebbero, per richiedere l’ammissione in Serie C (sempre che ci siano posti liberi, ndr) versare 720mila euro a fondo perduto alla Lega Pro oltre ovviamente ad allestire rosa e staff. Un totale che potrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro, cifra che però non graverebbe nei rapporti Uefa in quanto ritenuta una spesa di qualità e virtuosa. Il progetto è in cantiere ma ancora non è partito, ma da Trigoria la volontà è quella di far crescere i talenti in casa e portarli in Prima squadra creando un modello virtuoso e sostenibile. (romatoday.it)


