C’erano dei precedenti molto pericolosi con l’arbitro Fabbri e la Roma temeva questa designazione. Molti osservatori – a cominciare da quelli al di sopra delle parti – avevano ricordato, tra gli altri, il precedente di Atalanta-Roma, della passata stagione, quando ai bergamaschi fu sufficiente battere i giallorossi con un gol segnato da Scalvini, che andava annullato per un evidentissimo contatto del difensore atalantino con Svilar. Chi pensava ad una direzione soft, cioè con qualche rimorso del fischietto ravennate, pensava che un intervento di Wesley su Diao, alla fine del primo tempo (sarebbe stato punibile solo con un’ammonizione) dava corpo ai sospetti riparatori. Non era così, anzi.

Nel secondo tempo il buon Michael ne ha combinate di tutti i colori, con uno sventolio di cartellini gialli nei confronti dei romanisti (de Roon, Koné, Soulé), andando oltre con quello rosso sventolato nei confronti di Malen. Le immagini televisive sono chiare: il fallo dell’olandese era sicuramente punibile con l’espulsione, ma con altrettanta chiarezza era possibile riscontrare come l’attaccante romanista avesse subito almeno un paio di falli in quella stessa azione. Quello è passato sotto silenzio. Per Fabbri, per le aquile del Var e per quell’attento osservatore che risponde al nume di Luca Marelli, il presunto esperto di Dazn.

Un ex arbitro dal curriculum di serie B, che vede sempre ciò che vuole vedere e ignorare quello che sembra chiaro. Nel suo giudizio a caldo i dubbi sulle scorrettezze subite da Malen sono scomparsi. Hai voglia Orsato a cercare una svolta nel mondo arbitrale: in meno di 24 ore dalla farsa del rigore concesso (e poi fatto ripetere) al Napoli e il fattaccio in riva al lago siamo punto e a capo.
Timido consiglio: Gasperini & Co. Non abbandonino l’elmetto: se tutto va bene saremo massacrati!


