Un ricordo, è quello di Giuseppe, un tifoso come tanti. “In Curva Sud andai per tanti anni. Arrivavo molto presto all’Olimpico ed avevo accanto a me sempre un carissimo amico, Enrico Dulizia, cugino di mia moglie. C’era da vivere un’emozione molto forte prima dell’inizio della partita, l’ingresso in curva di Dante Ghirighini; era un ragazzone tutt'altro che longilineo, aveva stampato un sorriso a 360 gradi ed era il punto di riferimento di tutta la Sud. Il suo grido di battaglia era unico e inconfondibile: “Daje Roma daje”, veniva urlato a squarciagola una, dieci, mille volte.
Dante era figlio di un macellaio del mercato al Trionfale, ma soprattutto era figlio del popolo giallorosso. A distanza di tempo mi tornano in mente le parole di capitan Di Bartolomei, che più di ogni altro seppe cogliere l’essenza del tifo giallorosso; lui diceva: “Esistono i tifosi di calcio, poi esistono i tifosi della Roma”. È vero, siamo sempre stati unici, inimitabili e il figlio del macellaio fotografava al meglio la situazione. Su ‘La Roma’, la rivista che, aiutai a costruire con Riccardo Viola, su Dante apparve nel 2019 un ritratto molto bello, firmato da Antonio Bongi, che nel 1972 aveva fondato i Boys, storico gruppo della Sud: "L'AS Roma del presidente Anacleto Gianni offre a Dante la tessera della Tribuna Tevere per assistere seduto in posizione centrale alla partita successiva, contro la Juventus". "La Roma vince ancora (2-1) grazie alle reti di Lojacono, grande amico di Dante, e Manfredini, ancora lui. Il delirio è totale, con la Roma che balza in testa, ma Dante non si sente a suo agio tra i signori della tribuna e decide di tornare subito in curva, sul suo muretto.
Quello storico muretto in Curva Sud

Da quel giorno quel muretto divenne la sua casa, la casa di tutti noi che seguivamo la Roma. Ma soprattutto, Dante decise di assistere da quel punto strategico alle gare interne dei Lupi, un po’ per la posizione alta - si vedeva meglio - un po’ perché si trovava esattamente sopra il boccaporto o tunnel, da dove uscivano le squadre con l'arbitro prima di ogni gara. Dante è diventato un leader. Non silenzioso. All'inizio di ogni partita della Roma, arringa i tifosi. Carica la Sud. È riconosciuto, è rispettato, è amato...".
A scrivere è sempre Antonio Bongi: "Dante entrava da gran signore, a un quarto d’ora dal fischio iniziale, saliva le scale, scortato da Roberto 'il biondo' e Maurizio 'l'avvocato', stringendo mani e carezzando le teste dei lupacchiotti più piccoli e saliva al suo posto riservato sin dall’apertura dei cancelli. Poi lanciava il suo discorso: "Stamattina pioveva..." – boato – "...ora c’è il sole..." – boato – "C’è il sole per salutare la Roma..." – boato – "...che è grande e bella..." – boato – "...e che oggi vincerà!..." – boato – "...Daje Roma daje!". Con la nascita del Commando Ultrà Curva Sud, il 9 gennaio 1977, Dante non scompare. Resta tra i ragazzi. Per loro, per i romanisti tutti, Ghirighini ormai è un mito...".


