Giacca, camicia, cravatta: Gian Piero Gasperini sfodera un look da serata di gala, un outfit in linea con la Champions League, quasi una premessa per una serata speciale. Sfogliando le carte del (quasi) Centenario della storia giallorossa, il nome dello Slovan Bratislava risultava abbinato al disatroso inizio di Luis Enrique sulla panchina giallorossa, ma evidentemente a Gasp i fantasmi del passato non fanno paura e il campo, ancora una volta gli ha dato ragione. La Roma di fatto ha passeggiato, dominando il gioco, assicurandosi un largo risultato che in qualche modo potrebbe tornare buono nel caso dovesse far testo la differenza reti.
Altro giro, altra Roma. Gasperini non viene meno alla sua dottrina del tourbillon, ed ecco che la formazione-Champions presenta molte novità rispetto a quella di campionato. Davanti a Gollini c'è un trio inedito: Ghilardi-Balerdi-Hermoso, che contro il Genoa guadagnarono solo scampoli di partita, nel finale; in mezzo al campo torna Molina, relegando l'osannatissimo Lulli in panchina; titolare torna anche Wesley, resiste Mora, mentre 'debutta' Pellegrini. Davanti a tutti, attesissimo, Malen. Chi aveva sognato l'accoppiata dell'olandese con Castro resta deluso.

Bastano pochi minuti (secondi?) per stimare la caratura dello Slovan, arroccato nella propria metacampo con l'unica tattica evidenziata nel lungo rilancio del portiere Takac. E' comunque una barriera fastidiosa e la Roma impega un po' per trovare il classico bandolo in una matassa fin troppo densa; tante "cianfrusaglie" giallorosse anche nll'area avversaria ma la porta è rimasta lontana da insidie fino al minuto 21 e a sbloccare il risultato non poteva che essere un calcio piazzato: battuta di Pellegrini, ponte aereo di Ghilardi (tra i migliori) e incornata di Hermoso a pochi centimetri dalla linea di porta. Risultato sbloccato, ma Slovan ancora ...bloccato. Dopo un quarto d'ora la Roma trovava il raddoppio: asssist verticale di pellegrini per Malen, diagonale maligno sul quale interveniva maldestramente Takac: sulla respinta era pronto Molina che aveva spinto forte sulla fascia destra, con qualche erroruccio di troppo in questa prima fase, cancellata da una seconda metà da 8 in pagella.

Il secondo tempo somigliava allo scivolo di un'Aquapark: lo Slovan non c'è, e capitola altre due volte nello spazio di pochi minuti. Al 52' Pisilli marca la tera rete, sfruttando una pennicanza avversaria in area di rigore; Niccolò chiederà foto e video della marcatura perché ha sul braccio nientemeno che la fascia di capitano. Gliela aveva ceduta pochi secondi prima Lorenzo Pellegrini, costretto alla resa. All'appello mancava soltanto Donyell Malen, che riceveva un gentile omaggio da Wesley (anche lui tra i più concreti) che si faceva stendere in area. Dal dischetto l'olandese non sbagliava (4-0) e si avviava verso la panchina, cedendo il testimone a Castro. In contemporanea, Rensch rilevava proprio Wesley. Finale con costanti assalti e tante, troppe occasioni, con Mora che sbagliava il più facile dei gol calciando sul portiere, mentre l'ottimo Ghilardi si vedeva annullare la rete per un fuorigioco di compagni sulla linea del portiere. Peccato.
ROMA-SLOVAN BRATISLAVA 4-0
Reti: 21' Hermoso, 38' Molina, 52' Pisilli, 57' rig. Malen
Roma: Gollini; Ghilardi, Balerdi, Hermoso (76' Kourielakis); Molina, de Roon (76' Mancini), Pisilli, Wesley (58' Rensch); Mora, Pellegrini (51' Soulé); Malen (58' Castro). A disposizione: Vasquez, De Marzi, Lulli, Cristante, Di Nunzio. Allenatore: Gasperini
Slovan Bratislava: Takac; Blackman, Bajric, Markovic, Cruz (81' Wimmer); Gajdos (69' Maros), Pokorny, Ibrahim (69' Mustafic); Barseghyan (59' Yirajang), Marcelli, Suleiman Camara (69' Martinez). A disposizione: Popovic, Kozlovsky, Hofstatder, Tomanek, Matsoukas, Sahmkou Camara, Ihnatenko. Allenatore: Yaya Touré
Arbitro: Scharer (Svizzera)
Le FOTO sono di GINO MANCINI


