Al minuto 86 la panchina giallorossa chiama la quinta sostituzione: Gasperini richiama Malen. E' il momento di Castro? Macché. Esce un olandese, per far posto ad un connazionale: de Roon. Forse in questo cambio c'è tutto l'esordio della Roma in Champions League, cioè portiamo a casa qualcosa. A Istanbul finisce 1-1 ma alla fine è difficile conteggiare i rimpianti, quelli innumerevoli di tinta giallorossa nel primo tempo, o quelli forse assai più numerosi gialloneri del Fenerbahce nella ripresa. Uno sguardo al tabellino e scopri che il più menzionato tra i 'nostri' è, ancora una volta, Svilar.
Una attesa lunga, anzi lunghissima. Sette anni di astinenza dalla Champions League, un traguardo rincorso e talvolta sfiorato con grande amarezza. La sfida con i turchi del Fenerbahce va quindi a riempire quella pagina lasciata in bianco per troppo tempo e per l’occasione Gian Piero Gasperini manda in campo una formazione che presenta una novità e una scelta: la novità riguarda Rensch, preferito sia a Lulli che a Molina. L’olandese ha sempre goduto della stima del mister. La scelta invece è quella di Soulé, che stavolta parte dall’inizio, relegando il ‘gemello’ Mora in panchina. Nelle fila del Fenerbahce ci sono sia Greenwood che Muriqi, mentre Lukaku parte dalla panchina.

Bastano pochi, anzi pochissimi minuti per capire le strategie tattiche: il Fenerbahce si arrocca nella propria metacampo, fotocopiando il modulo esibito dall’Atalanta sabato scorso. La Roma è costretta a comandare il gioco, ma lo fa con intelligenza, rallentando la velocità, scegliendo il possesso palla. Un paio di interventi di routine per Svilar (tentativi di Elmaz e Akturkoglu), prima di vedere i giallorossi spaventare Ederson: al 20’ Koné serve un pallone d’oro a Dybala, in altri tempi sarebbe stato un tocco ordinario, ma Paulo mira i guantoni del portiere turco e la possibilità svanisce.
Ma la squadra giallorossa è padrona assoluta. Spinge sull’acceleratore e circonda l’area giallonera. Mancini non ha fortuna, al 33’, nel tentativo di un assist acrobatico, ma il gol è nell’aria. Lo costruisce Malen, che piroetta al limite prima di servire Cristante: il diagonale di Bryan è una vera rasoiata, che infila l’angolino basso opposto a quello del tiro. La Roma è avanti, al minuto 39’.

Nel calcio il rischio più alto, dopo il quarto d'ora negli spogliatoi, è il black out e la Roma s'imbatte nel buio appena rientra in campo. Un triangolo con Greenwood protagonista consente a Brown (uno dei meno brillanti della squadra turca) di arrivare a ridosso di Svilar e superarlo con uno 'scavetto', con evidente amnesie di rensch (che delusione!) prima e Mancini poi. Il Fenerbahce si ritrova in partita, riprende coraggio, così come il pubblico che spinge più di qualsiasi centrocampista. La Roma traballa e l'uscita di Koné (52') per dare spazio a Pisilli nasconde forse un problema fisico. tutto quello che aveva brillato nel primo tempo, si oscura nella ripresa: siappanna Dybala, scompare soprattutto Wesley, e i rischi per Svilar non mancano (prodigioso l'intervento al 73').
Gasperini manda in campo in contemporanea Belardi, Mora e Molina, chiamando in panchina Mancini, Rensch e Soulé, soltanto l'argentino avrebbe meritato una sufficienza in pagella. La Roma non ha più la lucidità del primo tempo, sembra in affanno mentale, non difende il pareggio ma sembra giocare in salita. incapace di sfondare la muraglia giallonera. E' invece fragile quella giallorossa che a 4 minuti dalla fine si appella a Santa Traversa di Istanbul... Il Fenerbahce va cinissimo al vantaggio.
FENERBAHCE-ROMA 1-1
Reti: 39’ Cristante, 47' Brown
Fenerbahce: Ederson; Muldur, Skriniar, Aké, Brown; Yuksek, Elmaz (dal 62’ Mercan), Kanté; Greenwood, Muriqi (dal 72' Lukaku), Akturkoglu (dal 72' Aydin). A disposizione: Çetin, Günok, Semedo, Mimovic, All. Kartal.
Roma: Svilar; Mancini (73' Balerdi), N'Dicka, Hermoso; Rensch (73' Molina), Cristante, Kone (52' Pisilli), Wesley; Soulé (73' Mora); Dybala, Malen (86' de Roon). A disposizione: De Marzi, Gollini, Ghilardi, Koulierakis, Lulli, Castro. All. Gasperini.
Arbitro: Gil Manzano (Spagna)
Le FOTO sono di GINO MANCINI


