Sine Metu, cioè Senza Paura. La Roma trasforma una partita magica in una catastrofe, arrendendosi al Real Madrid dopo averlo dominato: da 3-1 a 3-4, uno di quei risultati che soltanto Zeman riusciva a far vivere (male) al popolo romanista. Prendere per buoni i primi 80 minuti è doveroso, ma con altrettanto realismo bisogna far tesoro degli ultimi otto minuti, quelli che hanno trasformato giudizi, pagelle, umori, prospettive. Talvolta è meglio perdere una partita 3-0 che non farsi rimontare co'è accaduto stasera in Champions. Sopattutto Gasperini ne faccia tesoro, magari ricordando che qualcosa di simile era già accaduto in passato (Juventus in rimonta all'Olimpico la scorsa stagione). Dunque, Sine Metu: Senza Paura.

Sold out: la parola più familiare e costante durante l’era di José Mourinho nella Capitale. Sold out che tale è rimasto con Gian Piero Gasperini successore dello Special One. Olimpico senza nemmeno un posto in piedi, con doppia festa: quella promessa e regalata a livello di accoglienza per il mai dimenticato mister portoghese, e quella per la squadra giallorossa, chiamata ad una prestazione di maturità, come accennato alla vigilia dal suo stimatissimo professore. Zero nella casella delle novità in formazione, rispetto alle previsioni della vigilia: nella Roma ci sono sia Molina che de Roon, mentre nel Real sono presenti tutti i big (Mbappé, Vinicius, Bellingham).
La Roma gioca, il Real dormicchia: il primo impatto suggerisce solo apprezzamenti per i giallorossi che arrivano a collezionare ben tre tiri nei primi quattro minuti, con Courtois protagonista soprattutto sul tentativo di Hermoso. Si gioca nella metacampo dei Blancos, ma ecco il primo colpo basso: al quarto d'ora, si ferma Koné e la sua disperazione fa temere un altro lungo stop, dopo quelli di Svilar e Cristante. Ma la Roma c'è e si regala un gioiello con la firma di de Roon, l'allievo predilotti di Gasperini. La sberla dal limite dell'area dell'olandese entra al centro della parte, a gran velocità con Courtois sorpreso. Tre minuti e il 2-0 sembra fatto: il portiere belga si oppone al tentativo di Malen, con la palla che ballonzola a pochi centimetri dalla linea di porta.

Ce ne sarebbe fin troppo per illudersi, ma il pallone riesce (quasi) sempre a sorprendere; l'evanescente Real si ritrova a pareggiare grazie ad una imperdonabile disattenzione di Hermoso, che manca il tempo e il coordinamento su un pallone che Mbappé controlla e sparacchia. C'è anche una leggera deviazione di Mancini, troppo per sperare in un miracolo di Gollini. E' il minuto 25, la Roma all'improvviso si spaventa e dopo quello di Hermoso arriva l'errore di Soulé (per inciso il migliore dei giallorossi nel primo tempo); l'argentina imita il compagno spagnolo e facilita la fuga di capellon Cucurella, buon per il popolo silente che il tiro senza più avversari davanti finisca a fil di palo. Sarebbe stata una vera beffa. Che tale resta anche nel minuto di recupero (abbondantemente già scaduto) quando Bellingham calcola l'angolo di tito di pochi centimetri in larghezza. Un altro fil di palo prima del thé.
Roma stordita? Nient'affatto: l'intervallo restituisce lucidità e non spaventa nemmeno il forrfait di Dybala, costretto ad uscire e a lasciare spazio a Mora, che confeziona l'assit per Malen: lui, Donyell, non sbaglia mai e la Roma è di nuovo avanti. Un colpo che stordisce il Real, di nuovo al tappetoo al 56' quando Malen (rieccolo!) sfrutta al meglio un assist verticale di Soulé. Gran botta, è 3-1. Comincia un infinito valzer di sostituzioni, ma soprattutto (ahinoi) comincia a giocare la squadra di Mourinho ed ecco che Gollini deve fare lo Svilar per opporsi a Mbappè in un paio di occasioni; ecco che il Var cattura qualche centimetro di troppo all'attaccante francese e annulla il gol. Stavolta la pressione si fa pesante.

A Como la Roma aveva barcollato senza crollare, ma l'avversario è di tutt'altra caratura e l'emfasi di un possibile trionfo svanisce minuto dopo minuto, e il trionfo diventa tragesia col popolo dei gufi biancocelesti a esultare. Negli ultimi dieci minuti, con la difesa romanista in coma profondo, vanno a segno Espi, Endrick (il gioiello che piace a Gasperini) e nientemeno che Rudiger, un ex mai dimenticato. Il 3-1 diventa 3-4 e sarà automatico inserire questa disfatta tra le pagine nere della storia romanista. Sine metu, cioè Senza Paura, aveva scritto all'inizio la Curva Sud. Peccato che ad un certo punto di paura ce ne sia stata fin troppa.
Reti: 17' De Roon, 26' Mbappé, 51' e 57' Malen, 83' Espi, 84' Endrick, 90' Rudiger
Roma: Gollini; Mancini (63′ Balerdi), Ndicka, Hermoso (81′ Koulierakis); Molina, de Roon, Koné (17′ Pisilli), Wesley; Dybala (46′ Mora), Soulé (63′ Pellegrini); Malen. All. Gasperini
Real Madrid: Courtois; Dumfries (59′ Guler), Konaté, Rudiger, Cucurella (79′ Carreras); Valverde, Tchouaméni (69′ Bernardo Silva), Bellingham; Diomande (79′ Espi), Mbappé, Vinicius (59′ Endrick).All. Mourinho
Arbitro: Letexier (Francia)
Le Foto sono di GINO MANCINI


