Beffa sfiorata. Le assenze, la tradizione, il gol subito ancora una volta all'inizio della ripresa, la maglia nera indossata per la prima volta (e sarebbe stata forse l'ultima se Balerdi non avesse fatto il miracolo): c'erano davvero tutte le premesse per un bel funerale, ma il carattere, la volontà, la determinazione della squadra, insieme ai cambi operati da Gasperini, hanno evitato la già menzionata beffa. A Napoli finisce 3-3 e la squadra esce a testa alta. Anzi, altissima.
Non c'è Svilar, non c'è Dybala, non c'è Koné, non c'è Lorenzo Pellegrini: c'è mezza Roma fuori uso e l'esame di Napoli sembra di quelli più pericolosi. Gasperini, che sicuramente ama nel rinnovare la formazione di partita in partita, è molto supportato dagli infortuni e al 'Maradona' propone qualche sorpresa, rispetto alle previsioni. In mezzo al campo c'è Rensch, prefrito sia a Lulli che a Molina; ritrova posto e maglia Bryan Cristante, chiamato a coordinare il reparto di centrocampo formato da de Roon, Pisilli e Wesley. In attacco, e non poteva essere diversamente, c'è Soulé in coppia con Malen. Sono quattro anche le caselle vuote nel team di Massimiliano Allegri: restano fuori, per infortunio, Neres Campos, Almeida Santos, Buongiorno e Favasuli.
Si parte e basta un nulla per capire che sarà un flipper, con il calcio parrocchiale del Napoli (rinvii alla meno peggio, spioventi) e quello frenetivo della Roma che si addensa nella metacampo partenopea dando sempre modo agli avversari di opporsi con gamba, piede, o cosca, o qualunque altra parte del corpo nella sempre affollatissima area di rigore. La Roma non trova un buco, il Napoli invece si ritrova in spazi sconfinati, autentiche pratiche con Policano che fa ballare la rumba a Hermoso, con spioventi che mettono in crisi Gollini e compagnia giallorossa (stasera in tenuta nera...). Al minuto 13' Rensch salva nei pressi della linea di porta.

Sull'altro fronte, tra il 20 e il 24' la squadra di Gasperini (agitatissimo) sfiora la marcatura; prima con Cristante (fil di palo), poi con Malen che da posizione ideale sparacchia sul piede di Meret. Al 27' la svolta: c'è un labiale di Cristante verso Gollini ("Ma che ca... fai?) che mette a fuoco la situazione: il portiere sbaglia il rinvio con le mani, Bryan è ciostretto al fallo su De Bruyne. Nasce la punizione che Policano fa arrivare nel gruppo di compagni e avversari; la palla s'impenna e Anguissa s'inventa una rovesciata talmente calibrata da finire in fondo alla rete. Gollini resta immobile.
Caro Svilar, dove sei? Lo pensano tutti, ma il vice-Mile avrà modo di rifarsi: al 34' si catapulta fuori area per anticipare De Bruyne, in fuga solitaria e senza più romanisti accanto; al 43' compie un miracolo (alla Svilar) respingendo un colpo ravvicinato di Olivera. La Roma c'è, tiene in mano il gioco, ma l'area napoletana è più gremita di Piazza San Pietro la domenica mattina. Non sembra la serata giusta per i giallorossi che sono costretti ad imprecare quando vedono la devizaione aerea di Cristante, dopo un calcio d'angolo, stamparsi sul palo.

L'intervallo ancora una volta anticipa la maledazione del gol che la Roma subisce all'inizio del secondo tempo: il 2-0 lo firma McTominay che salta quasi indisturbato sull'ennesimo cross di Policano, assoluto dominatore della fascia destra. Gasperini ha smesso di urlare, ha da pensare a come cambiare il corso della partita e poco prima del quarto d'ora getta nella mischia, in contemporanea, Molina, Balerdi e Castro, a far loro posto sono Rensch, Hermoso e Pisilli. Cambiare il corso degli eventi, obiettivo centrato: risultato che cambia in pochi minuti, tra il 68' e il 74', quando a trovare il colpo giusto sono prima Soulé (gran sinistro dai sedici metri) e poi Balerdi (colpo forte a distanza ravvicinata dopo mischia creata dall'ennesimo corner giallorosso).

Dopo averla ripresa, la Roma la partita la vuole vincere e, si sa, il calcio può essere maledetto. Si gioca praticamente a rifdosso dell'area partenopea, ma il Napoli sa sfruttare il controtempo e alla fine pesca un altro jolly: è ancora una volta McTominay, all'82' che indovina l'angolino giusto dalla distanza. Gollini si allunga, ma non arriva. E' finta? Macché: barcolla ma non molla e la Roma riaggunta il pari: è ancora Balerdi (fantastico) che azzecca la zuccata giusta. Il 3-3 indispettisce Allegri che sceneggia ancora una volta, guadagnando gli spogliatoi anzitempo.
NAPOLI-ROMA 3-3
Reti: 27' Anguissa, 48'McTominay, 68' Soulé, 74' Balerdi, 82' McTominay, 89' Balerdi
Napoli: Meret; Di Lorenzo (79' Spinazzola), Badiashile (51' Beukema), Rafa Marin, Olivera; Anguissa, De Bruyne (79' Lobotka), McTominay; Politano (66' Giovane), Hojlund, Lang (79' Vergara). A disp.: Milinkovic-Savic, Contini, Gilmour, Lucca, Marianuci. All. Allegri
Roma: Gollini; Mancini (84' Ghilardi), N'Dicka, Hermoso (58' Balerdi); Rensch (58' Molina), de Roon, Pisilli (58' Castro), Wesley; Cristante; Soulé, Malen (84' Mora). A disp.: Vasquez, De Marzi; Lulli, Koulierakis, Di Nunzio, Camara. All. Gasperini
Arbitro: Colombo di Como
Le FOTO sono di GINO MANCINI


