Massimiliano Allegri double face: da un lato ottimista dopo la vittoria conquistata in Champions League contro il Bodo Glimt; dall’altra preoccupato per lo spessore tecnico dell’avversario: teme la Roma, e non lo nasconde. Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa.
De Bruyne si è convinto a giocare da play?
"Giocatori come lui hanno qualità che gli permettono di giocare davanti alla difesa o nel doppio mediano, cosa che ha già fatto. Intanto ce l'ho messo e ci ha giocato, ed è la cosa più importante. Sicuro lì ci sono anche Lobotka e Gilmour. Lobotka ha giocato molto, anche la gestione è importante quando giochi così spesso. Formazione? Vedremo…".
Quanto pesa la partita con la Roma?
"Vale tanto, è una squadra che sta facendo benissimo. Gasperini sta facendo davvero un ottimo lavoro. Hanno entusiasmo e tecnica. Noi siamo scivolati a Venezia, sarebbe bello riprendere il cammino, ma non è l'ultima della stagione; è importante, chiaro, ma siamo solo all'ottava giornata. Pensiamo a migliorare le situazioni di campo, soprattutto sul fatto che, quando non siamo in possesso, gli altri ci 'entrano troppo dentro'. E poi serve il risultato per dare continuità per riagganciarci alle prime quattro". Insomma, per il mister la Roma “è tanta roba”…
Quanto conta velocità e verticalizzazione contro una squadra che pressa come la Roma? E Badiashile può essere un uomo chiave in questo?
"Le squadre di Gasperini ti prendono uomo su uomo, le partite possono essere belle e divertenti… se fai risultato (ride, ndr). Sarà anche fisica con tante energie in campo. Rrahmani era febbricitante, vediamo come starà. Gli altri ci sono tutti".
Cosa manca per vedere la sua impronta? E come sta la squadra?
"La risposta più semplice è abbandonare la difesa e andare all'attacco… Ma serve equilibrio. Intanto recuperiamo i giocatori, McTominay è ancora un po' indietro, Anguissa vedremo se schierarlo o meno, era dal 5 settembre che non giocava, e l'anno scorso ha giocato appena tredici volte. Anche per Vergara valuteremo se verrà in panchina, Badiashile negli ultimi diciotto mesi ha giocato poco. Ci si allena giocando, ma si deve anche fare risultato. Altri ancora dovrebbero recuperare mentalmente…".
Hojlund è un po' che non segna…
"Con noi ha segnato prima della sosta e poi ha segnato anche in nazionale. Non scordiamoci che le sta giocando tutte, tranne il primo tempo di Venezia. Sono contento, resti sereno. L'importante è che segni la squadra. Poi c'è Giovane che sta rientrando. Lucca ha delle qualità e va sostenuto, il calcio è bello perché gira tutto con un solo pallone".
Quali altri progressi si aspetta?
"Quando siamo nella nostra metà campo dobbiamo dare la sensazione di essere più forti. Progressi? quelli si fanno coi risultati, perché è il risultato che condiziona il giudizio. Col Bodo abbiamo rischiato, e vinto. Paradossalmente col Venezia non abbiamo rischiato, creato tanto e poi perso. Questo deve essere chiaro: l'obiettivo principale e fondamentale è il risultato, che poi passa attraverso prestazioni diverse, che dipendono anche dagli avversari. Ma se è chiaro l'obiettivo, è più facile arrivarci".
Dal punto di vista tattico domani è la più complicata? E il Bodo vi ha lasciato allegria?
"L'umore passa dal risultato. E poi siamo fortunati: nel giro di due giorni giochiamo contro due squadre che giocano uguale (mercoledì c'è il Monza di Juric, ndr)".
Avere una coppia di difesa che gioca insieme per la prima volta può essere un problema?
"Assolutamente no. Anzi, magari inaspettatamente trovi delle soluzioni. E poi i singoli sono di ottima qualità. Affronteremo giocatori forti come Malen, staremo attenti".
A volte si sente più mental coach che allenatore?
"La parte psicologica è sempre stata molto importante, fin da quando esiste il calcio. Un allenatore deve gestire anche le risorse umane. Gli stranieri sono tanti, conoscere da dove arrivano, la loro cultura e il loro carattere è fondamentale nella gestione del campo".


