E' finita in parità (2-2), Roma e Inter restano appaiate in classifica ma in quanto a rimpianti i giallorossi ne hanno da vendere. La doppietta di Lautaro Martinez nel secondo tempo, sembra valere il doppio rispetto a quella di Kanu Moné. In fondo c'è da recriuminare su quel che poteva essere e non è stato, con il problemino (ino?) dell'inizio ripresa che continua a regalare una squadra profondamente diversa, dal punto di vista dell'atteggiamento mentale. Contro l'Atalanta in campionato e poi a Istanbul contro il Fenerbahce in Champions League, la Roma ha sbagliato la ripartenza, mostrando quelle lacune che nei primi 45' non si erano palesate. Resta il primo posto in classifica, e non è poco. Anzi.
Azzeccare l’11 di Gasperini alla viglia sembra più difficile che indovinare il 6 del Superenalotto. Alla viglia del big-match il carosello delle opzioni era stato particolarmente variegato: Balerdi era dato per sicuro al centro della difesa, tra Mancini e Hermoso, ma poi la maglia da titolare sembrava fosse rimasta sulle spalle di N’Dicka, ma sulla lista ufficiale compariva poi il nome dell'ex Marsiglia. il ballottaggio tra Molina e Lulli aveva avuto molti supporter per l’argentino, che alla fine la spuntava sul ragazzetto. C’era stato perfino chi aveva azzardato un Pisilli accanto a Dybala, con Soulé e Mora a far compagnia al mister in panchina. Pure fantasie: Soulé manteneva il “suo” posto. Infine Wesley, che tornava in possesso della fascia sinistra.
Ballottaggi e scelte ufficiali anche in casa interista. Zielinski confermato in regia, con Curtis Jones preferito a Sucic. Sulla corsia sinistra Dimarco, molto temuto dai giallorossi, alla pari della coppia di attacco Lautaro Martinez e Thuram, per la prima volta uno accanto all’altro dal primo minuto. Anche l’undici neroazzurro era rimasto in qualche modo secretato, avendo Chivu scelto di non effettuare la tradizionale conferenza stampa della vigilia.
Proprio Chivu, qualche giorno prima, aveva parlato di alcuni rischi legati alla determinazione della Roma e in campo ha subito avuto un riscontro quanto fossero fondati quei timori. La Roma infiamma i 65.000 sugli spalti (81° sold out consecutivo, per la gioia dei Friedkin) e va in vantaggio quando il cronometro non ha ancora passato il quinto minuto: Koné è a centro area, zona che non frequenta più di tanto; ha classe e freddezza, per cui è un tocco facile calciare a rete il colpo di testa di Molina (imbeccato da Dybala). Gasp non esulta più di tanto e chiede una sola cosa: spingere. Tre occasioni per Dybala tra il 12 e il 19', mentre Malen poco dopo calcia alto da una pozisione a lui abitualmente congeniale.
E l'Inter? C'è ma non si vede fino al 26' quando Svilar deve catapultarsi su Bisseck, solitario a tu per tu col portire. I campioni d'Italia si agitano e arrivano a far tremare soprattutto i tifosi della sud: Lautaro (29' e 30'), poi Bastoni (palo pizzicato al 32'). La Roma barcola, ma non solo non mola, ma centra il raddoppio: lo firma ancora Koné, che era stato uno degli obiettivi di mercato proprio dell'Inter; Manù è di nuovo nella zona giust e sul cross di Dybala sporcato da Mancini batte con facilità. L'attesa per la conferma della validità della rete (inizialmente annullata dalla bandierina alzata del guardalinee) è più lunga del previsto, così come è più grande l'entusiasmo dopo l'ok del Var. Un 2-0 che di solito è il punteggio congeniale per i neroazzurri, capaci di ribaltare l'handicap nelle ultime due partite.
C'è qualcosa nel thé che viene servito ai giallorossi negli spogliatoi che va controllato: un poo' di cloroformio? Forse, di sicuro la Roma che tona in campo non ha nulla, o quasi a che vedere con quella del primo tempo. Pronti via ed ecco Macini che pasticcia, regalando un pallone che Thuram trascina per 50 metri, prima di servirlo a Lautaro; immaginatelo Martinez che scalcia, svirgolando il pallone che arriva in fondo alla rete senza che Svilar potesse intervenire. Partita riaperta con l'Inter che 'sente' di poter compiere l'ennesima impresa in rimonta. Inizia il festival delle sostituzioni e sorprendono quelle di Gasperini: giusto escludere Mancini, colpevolmente distratto, per N'Dicka, ma Pisilli e soprattutto Rensch creano dubbi. E timmori.
Chivu non è da meno. Butta nella mischia prima Carlose Alberto e Susic, poi Luiz Henrique. C'è spazio per Ghilardi, ma soprattutto per il momento che avrebbe potuto cambiare l'iter del match; al 67' Malen fa uno dei suoi prodigi, calcio da distanza ravvicinata, sembra l'ennesimo gol da applausi invece c'è Martinez. Anzi, la testa del portiere. Un segnale oscuro, maleaugurante ed ecco che il fantasma del pareggio si concretizza, al 79' con l'indiavolato Lautaro che chiude un incredibile ping pogn a due metri dalla linea di porta giallorossa (con tanto di miraclo di Svilar e successiva traversa). E' 2-2, con Thuram che sfiora il terzo gol all'88'.

ROMA-INTER 2-2
Reti: 5' e 37' Koné, 46' e 80' Lautaro Martinez
ROMA: Svilar; Mancini (dal 60' Ndicka), Balerdi (66' Ghilardi), Hermoso (81' Koulierakis); Wesley, Cristante, Koné (dal 60' Pisilli), Molina (dal 60' Rensch); Dybala, Soulé; Malen. A disp.: Gollini, De Marzi, Pellegrini, Lulli, de Roon, Mora, Castro. All. Gian Piero Gasperini
INTER: Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni (63' Luis Henrique); Diouf, Barella, Zielinski, Jones (dal 54' Sucic), Dimarco (dal 54' Carlos Augusto); Lautaro Martinez (90' Esposito), Thuram (90' Bonny). A disp.: Provedel, Di Gennaro, Pavard, Mkhitaryan, Stankovic. All. Cristian Chivu
Arbitro: Massa di Imperia
Le FOTO sono di GINO MANCINI







