La qualificazione del Fenerbahce alla Champions League è arrivata al termine di una serata tutt'altro che tranquilla sul campo. La vittoria per 2-1 sul Lione ha infatti lasciato spazio a tensioni, provocazioni e veri e propri scontri che ora sono finiti sotto la lente della UEFA. Secondo quanto rivelato dai principali media europei, la Commissione Disciplinare della UEFA ha ufficialmente aperto ad un procedimento nei confronti di Lione e Fenerbahce per gli episodi verificatisi durante e dopo il ritorno dei Playoff di Champions League, disputato lo scorso mercoledì 26 agosto. Ad entrambi i club vengono contestati, tra gli altri, l'accensione di materiale pirotecnico, il lancio di oggetti e i disordini sugli spalti. Parallelamente, l'organismo europeo ha nominato ispettori disciplinari incaricati a fare luce sul confronto che ha coinvolto calciatori e componenti degli staff delle due squadre.
La solita sceneggiata del capellone

Al centro della vicenda c'è Mateo Guendozi, ex conoscenza del calcio italiano con un passato alla Lazio e oggi centrocampista del Fenerbahce. Durante il riscaldamento, il francese ha rivolto gesti offensivi verso i tifosi del Lione, ricevendo in risposta fischi e contestazioni. Dopo il triplice fischio, con il Fenerbahce qualificato grazie al successo per 2-1 e al risultato complessivo di 3-2, la tensione è ulteriormente aumentata, arrivando a picchi decisamente oltre il limite consentito dallo sport: stando ad alcuni filmati del post-gara e alle informazioni rivelate da alcune testate, un individuo sarebbe entrato sul terreno di gioco e aggredito Guendozi mentre il giocatore si dirigeva verso gli spogliatoi, portando all'inevitabile intervento di alcuni componenti della squadra turca e al lancio di oggetti dagli spalti. La partita con la Roma è in programma giovedì prossimo e la squalifica dell'ex laziale viene data per scontata ma, trattandosi di un giudizio dell'Uefa tutto può accadere. Sotto indagine pure Greenwood, che era stato nei mesi passati oggetto del desiderio della Roma.


